MUSIC 2

MUSIC

EN

Often I was asked why I play the harp. I think this fully joins my contrasts. Restlessness and curiosity accompany me and thus the Darklight (not an oxymoron, but an extreme perception of eyes and mind) is a state of flow.

In this state of mind, I compose or arrange combining acoustic and digital, without distinguishing where it ends a delay and starts a pad created with a violin bow on the strings of the harp; without caring where it acts a digital filter or a rubber damper on the strings, which one is an harmonic or a compressed sample. I work with open mind simply trying to recreate the music sounding in my head.

I find it fascinating to work with an acoustic instrument and electronics (a form of handicraft that requires hours of dedication as needed to play a musical instrument) and the combination gives an incredible means to create something extremely unique and personal.

Fortunately it is difficult to place my music in a  genre.

IT

Spesso mi chiedono perché suono l’arpa. Credo che questo unisca appieno i miei contrasti. L’inquietudine e la curiosità mi accompagnano e dunque Darklight, la luce scura (che non è un ossimoro, ma una percezione estrema dell’occhio e della mente) è uno stato di grazia.

Con questa attitudine, compongo o adatto brani che coniugano acustico e digitale, senza distinguere dove finisce un delay e inizia un pad creato con un arco da violino sulle corde dell’arpa, senza sapere dove agisce un filtro digitale o uno smorzatore in neoprene sulle corde, quale sia un armonico o un campionamento compresso. Lavoro senza preclusioni cercando di ricreare la musica che ho nella testa.

Trovo affascinante lavorare con uno strumento acustico e con l’elettronica (una forma di artigianato che richiede ore di dedizione quanto il suonare uno strumento musicale) e l’unione regala un mezzo incredibile per creare qualcosa di estremamente unico e personale.

Fortunatamente è difficile iscrivere la mia musica in un genere.